Eventi Culturali
Aree
Tematiche
Foto Gallery


























Autore: ENRICO BASSI
Titolo: OBBIETTIVO MILITARE : LA FERROVIA OSTIGLIA – TREVISO
Tipologia prodotto: BROSSURA RILEGATA
Numero di pagine: 145
Numero di foto riprodotte: 86
Numero di tavole riprodotte: 27
Numero di documenti riprodotti: 10 (molti altri trascritti nel testo)
Qualità di riproduzione (digitale): 1200 dpi
Qualità di stampa tipografica: offset (interamente a colori)
Acquistabile presso: Frantoio Olive Barbarano e
B&B La Vecchia Stazione, via A. Ferretto, 1 - Barbarano
Vicentino.
INDICE
I. Prefazione di Fabio Cerato “Pag. 5”
II. Prefazione dell’autore “Pag. 7”
III. Introduzione “Pag. 9”
Parte Prima: il nodo Legnago “Pag. 11”
I. Premessa ad un nodo strategico “Pag. 13”
II. I binari mancati “Pag. 15”
III. Padova raggiunge Legnago “Pag. 23”
Parte Seconda: il nodo Treviso “Pag. 27”
I. Treviso e la sua ferrovia “Pag. 29”
Intermezzo “Pag. 37”
I. L’assetto inadeguato “Pag. 39”
Parte Terza: l’Ostiglia-Treviso “Pag. 45”
I. Arretratezza delle strutture ferroviarie nella pianura veneta “Pag. 47”
II. La Legnago-Cologna Veneta “Pag. 59”
III. La Cologna Veneta-Pojana di Granfion “Pag. 65”
IV. I tronchi finali “Pag. 71”
V. Elenco delle opere “Pag. 85”
VI. Tavole “Pag. 99”
VII. L’esercizio militare “Pag. 119”
VIII. La Grisignano di Zocco-Ostiglia “Pag. 129”
IX. La fine “Pag. 143”
ESTRATTO DALLA PRESENTAZIONE DI FABIO CERATO*
(...) accogliamo con grande piacere l’opera di Enrico Bassi, cultore di storia ferroviaria non nuovo ad imprese del genere. Il tempo da lui dedicato e la sua tenacia hanno fatto sì che, finalmente, si siano trovate esaurienti ed autorevoli fonti storiche e tecniche da cui attingere e che ciò abbia felicemente ovviato ad una perdurante lacuna nella pur copiosa bibliografia ferroviaria. Con una prosa brillante e scorrevole l‘Autore ci accompagna alla scoperta di questa ferrovia dimenticata e quasi completamente scomparsa, partendo da lontano nel tempo e iniziando il suo racconto dai capitoli dedicati alle situazioni ferroviarie esistenti nei due più importanti nodi posti alle estremità dell’intero tracciato e nelle ampie aree interessanti anche altre regioni, non tralasciando, ovviamente, di dar risalto alla cronaca dei fatti politici e sociali spesso non necessariamente legati ai soli temi economici. Ciò induce il lettore a ben comprendere le ragioni per cui nacque l’idea e vennero poste poi le basi per il progetto di creazione della linea.
Una piacevole dose di romanticismo assieme al dovuto rigore storico, ci accompagnano nell’esposizione degli eventi e man mano che ci si inoltra nella lettura prende corpo la consapevolezza di scoprire cose nuove, inedite, come se venisse tolto con studiata lenta progressione quello strato di opacità che copriva le vicende di questa ferrovia, fino all’epilogo, ovvero alla sua ingloriosa e silenziosa fine.
Davvero interessanti gli atti e i documenti ufficiali che, intercalando la prosa, corredano il testo e ne costituiscono le testimonianze storiche. Assolutamente eccezionale l’iconografia: una serie di rare, rarissime immagini ci riportano indietro nel tempo e susciteranno curiosità ed emozioni sicuramente anche a chi di questa ferrovia conosce poco o nulla. E ancora tanti dati tecnici per gli amanti dei numeri, piantine, schemi, disegni quotati, tabelle, piani stazione, orari, tutti elementi che non sono accessori all’argomento ma ne rappresentano una parte essenziale.
In conclusione ci sentiamo di dover elogiare e ringraziare Enrico Bassi per quest’opera con la quale è riuscito finalmente a dare giusta visibilità e dignità ad una ferrovia davvero dimenticata, e come molte altre sacrificate per motivi spesso discutibili, ma sempre nel cuore di chi, come lui e come noi, accomuna la passione per la storia e la nostalgia per le cose andate, per quelle stazioni abbandonate e quei lunghi e rettilinei rilevati di terra su cui immaginare un vecchio treno e tante storie di ordinaria, e talvolta, straordinaria umanità.
* Fabio Cerato, è stato uno dei primi storici della rotaia a svolgere ricerche relative alla ferrovia in questione; il primo articolo di cui si ha notizia riguardante la linea Ostiglia-Treviso, è stato pubblicato a suo nome nel Bollettino FIMF numero 150 del Luglio 1986